
Tra le Ville più antiche sono da ricordare quella di P.
Terenzio Afro, di Aniuto Aurelio, del senatore Sesto Tedio e del giureconsulto
M. Giunio Bruto. Alla destra della Via Appia vi era quella di Pompeo (i
cui resti sono ancora oggi visibili nella Villa comunale), ex Villa Doria.
Alla morte di Pompeo, la villa passò al figlio e poi fu incamerata
dal fisco e già con Augusto entrò a far parte della proprietà
imperiale. Divenne probabilmente la residenza ufficiale degli imperatori
prima che venisse costruita la Villa di Domiziano, sul versante occidentale
del lago. Domiziano livellò e divise il pendio del colle in quattro
terrazze in cui dispose il palazzo, l'ippodromo, le cisterne ed il teatro,
formando un nucleo che si può considerare il centro della sua villa.
Attorno a questo nucleo, per un territorio di circa sei chilometri quadrati,
con il lago quasi al centro, si estendeva un immenso parco con ninfei e
giardini. L'unica costruzione Domiziana rimasta è l'edificio di
S. Maria della Rotonda che quasi sicuramente era uno dei tanti ninfei dell'immenso
parco della Villa imperiale. Con l'avvento al potere di Settimio Severo
(193) si decise la costruzione dei "Castra Albana", sulle pendici
del Lago Albano, proprio nel luogo dell'attuale città. Per la zona
vicino all'Appia furono utilizzati i terrazzamenti già adoperati
da Domiziano. I resti dell'accampamento occupano gran parte dell'odierna
città di Albano, che conserva infatti, migliorati nelle case e nelle
costruzioni moderne, la maggior parte degli edifici.
lla caduta dell'Impero Romano, quando le Ville furono completamente
abbandonate, Costantino fece costruire la Basilica di San Giovanni Battista
la quale, distrutta da un incendio, fu fatta ricostruire dal Papa Leone
III. Il territorio Albanese fu devastato dalle incursioni barbariche prima
di Alarico (410), poi di Genserico e quindi Belisario lo occupò nel
537. Nel secolo IX fu invaso dai Saraceni. In una Bolla del 1108 del Papa
Pasquale II si parla di Albano come uno dei centri più antichi del
Medioevo. L'antipapa Guisberto vi si rifugiò, ma il piccolo centro
si mantenne fedele alla Santa Sede, per cui i ribelli devastarono il contado (1108).
Nel 1120, l'antipapa Anacleto l'occupò per i suoi parenti, i Pierleoni,
che però lo tennero per poco tempo, dal momento che nel 1137 la
Santa Sede, rientrato il Papa in Roma, con l'appoggio di Lotario III, riassorbì
Albano fra i suoi possedimenti.
li albanesi si unirono in seguito con
i Baroni per combattere la giurisdizione di Roma sul distretto, ma nel
1168 i Romani distrussero completamente la loro città.
L'antipapa
Alessandro III fu ospitato nel 1178 tra quelle rovine.
In un documento dello stesso anno compare come Signore di Albano un certo Giovanni della
Famiglia dei Savelli. Il Comune infatti risorse sotto la protezione dei
Savelli, i quali vi dominarono per quattro secoli. In una Bolla del 1217
Onorio III (Savelli) donò al vescovo della città la "Civitatem
Albanensem cum burgo et iternis", la quale doveva perciò essere
fortificata con mura, al di fuori delle quali si estendeva un borgo. Onorio
IV si rimpossessò di Albano e lo incluse tra i feudi della famiglia.
Nella lotta tra Eugenio IV ed i Colonna, i Savelli si allearono con questi
ultimi ed il Papa, per punire i ribelli fece distruggere completamente
Albano e Palestrina (1436). Questa seconda distruzione fu più limitata
di quella del 1168, perché Pio II trovò la città ancora
in grado di difendersi. Sisto IV tolse il feudo ai Savelli e lo fece governare
dai Rovere, suoi parenti. Riconquistato pochi anni dopo, nel 1501 Alessandro
VI lo donò al nipote Rodrigo Borgia, figlio di Lucrezia e di Alfonso di
Biscaglia. Alla morte del Papa(1503) Albano ritornò ad Antonello
Savelli. Venne in dominio di Paolo Savelli dei signori di Castel Gandolfo
al quale Paolo III, nel 1607 conferì il titolo di principe di Albano:
Nel 1697 il feudo fu messo all'asta: la Camera Apostolica, per ordine di
Innocenzo XII, intervenne in diritto di prelazione e lo estinse.
el corso della prima metà del XVIII secolo, l'agro Albano tornò
ad essere luogo di villeggiatura delle famiglie nobili: sui resti delle
antiche ville romane furono costruite villa Altieri, Corsini e Doria-Pamphili.
Con la proclamazione della Repubblica Romana (1798) in Albano ed in altri
centri limitrofi si ebbero sommosse e rivolte contro i francesi, domate
quasi subito da Murat. Nella nuova divisione territoriale in Dipartimenti
entrò a far parte del Dipartimento del Tevere e divenne uno dei
capoluoghi di cantone. Con la restaurazione invece, quando lo Stato Pontificio
fu diviso in 18 provincie, fu incluso nella Comarca. Nel 1882 gli fu dato
l'appellativo di "Laziale", per distinguerlo da altri comuni
del Regno d'Italia.